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Ipertrofia prostatica benigna: un uomo su 6 colpito dopo i 40 anni

Il dato emerge dall'indagine condotta dall'Osservatorio "Pianeta Uomo"

Solo un uomo su quattro sa che la disfunzione erettile è una vera malattia e, paradossalmente, la percentuale di consapevoli scende ulteriormente fra coloro che soffrono di questo disturbo: meno di un paziente su cinque pensa che il questa condizione richieda terapie, e il 30% crede sia semplicemente una conseguenza dell'età. Qualcosa di analogo accade in chi ha la prostata ingrossata, ritenuta però una patologia da un numero maggiore di uomini (41%): e, anche in questo caso, paradossalmente nei pazienti la consapevolezza scende e meno di uno su tre la ritiene “degna” di cure. I dati, presentati durante l'87° Congresso Nazionale della Società italiana di urologia (Siu), che si chiude oggi a Firenze, arrivano da un sondaggio condotto dall’Osservatorio “Pianeta Uomo”  su mille uomini over 40 per capire le loro conoscenze, esperienze e preoccupazioni in materia di disfunzione erettile e ipertrofia prostatica benigna. Dall'indagine emerge che sia la disfunzione erettile che l'ipertrofia prostatica sono entrambi problemi piuttosto diffusi: un uomo su dieci soffre infatti di disfunzione erettile, in un caso su due accompagnata da una prostata ingrossata, mentre l'ipertrofia della ghiandola riguarda un uomo su sei (il 16%). 

 

Come spiega Vincenzo Mirone, presidente Siu, entrambe queste due patologie incidono moltissimo sulla quotidianità di chi ne soffre. “I pazienti con la prostata ingrossata indicano l'ipertrofia come una patologia dal forte impatto sulla qualità di vita, specificando che la considerano più grave di diabete, ipertensione o gastrite: oltre il 60% è preoccupato per la propria malattia, uno su tre vive difficoltà sul lavoro per colpa della malattia, uno su cinque esce perfino di meno con gli altri a causa dell'ipertrofia. Invece gli uomini con disfunzione erettile, pur ammettendo di essere pochissimo soddisfatti della propria qualità di vita e della relazione con la partner, sono di fatto più rassegnati (23%) e in imbarazzo (25%), uno su tre è preoccupato o depresso, solo quattro su dieci trovano davvero il coraggio di parlarne".

 

Tutto questo indica che si tratta di due patologie tuttora affrontate in maniera inadeguata dagli uomini, continua Mirone: "L'ipertrofia è considerata una malattia e quindi viene affrontata più 'a viso aperto', ma incide moltissimo sulla qualità di vita e preoccupa moltissimo i pazienti; la disfunzione erettile, invece, è ancora una patologia da tacere spesso perfino con se stessi, senza ammettere che sia un problema. Prevale la rassegnazione e lo scoramento, perciò è molto importante aumentare l'informazione dei pazienti". Fondamentale, in questi casi, è rivolgersi al proprio medico di fiducia: "E' stato infatti dimostrato - conclude Mirone - che gli uomini, se vengono seguiti e sostenuti dal proprio medico, sono soddisfatti delle cure, non le abbandonano e trovano finalmente una soluzione per i loro problemi tornando a una buona qualità di vita".

 

di red.
Pubblicato il 30/09/2014