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Indice glicemico, un fattore sopravvalutato?

Secondo un nuovo studio una dieta adeguata protegge il cuore indipendentemente da questo parametro spesso messo in gioco anche dagli esperti

Quando si vuole proteggere il cuore non basta prestare attenzione a un singolo aspetto dell'alimentazione. A confermarlo è il caso delle persone che vogliono correre ai ripari dall'obesità contrastando complicanze pericolose come il diabete, cui viene spesso suggerito di fare attenzione all'indice glicemico degli alimenti. Uno nuovo studio delle Scuole di Medicina della Johns Hopkins University e di Harvard, pubblicato su Jama, ha infatti svelato che quando ci si attiene alle raccomandazioni che garantiscono un'alimentazione salutare per il cuore agire sull'indice glicemico non apporta ulteriori benefici significativi.

 

L'indice glicemico è un parametro che indica quanto velocemente un cibo fa aumentare i livelli di zuccheri nel sangue esponendo al rischio di sviluppare una resistenza all'insulina, anticamera del diabete. Gli autori di questo nuovo studio hanno assegnato ai 163 partecipanti, uomini e donne obesi, una di quattro possibili diete, da seguire per 5 settimane durante le quali sono stati monitorati pressione, colesterolo e sensibilità all'insulina. Le quattro diete erano caratterizzate da uno stesso apporto calorico, ma mentre 2 erano caratterizzate da un elevato contenuto in carboidrati, le altre 2 erano a contenuto di carboidrati ridotto. Per ciascuna di queste due tipologie una dieta era ad alto e l'altra a basso indice glicemico.

 

“Siamo rimasti molto sorpresi – ha raccontato Lawrence Appel, coordinatore dello studio – Non abbiamo rilevato nessun beneficio netto delle diete a basso indice glicemico sui fattori di rischio principale per le malattie cardiovascolari, e non abbiamo trovato nessuna prova di benefici per la prevenzione del diabete”. In effetti, la ricerca non ha evidenziato benefici in nessuno dei parametri valutati. L'indice glicemico potrebbe quindi essere meno importante di quanto si sia pensato fino ad oggi. “Quindi – ha spiegato Robert Eckel, esperto dell'Università del Colorado che ha firmato un editoriale di accompagnamento allo studio – questi risultati dovrebbero riportare l'attenzione sull'importanza di mantenere più in generale uno stile di vita salutare per il cuore”.

 

Una corretta alimentazione continua a far parte di questo stile di vita salutare. Le stesse 4 diete utilizzate in questo studio sono state messe a punto seguendo i principi della dieta DASH, regime alimentare pensato per aiutare a prevenire e a gestire le patologie cardiovascolari. I principi da seguire sono semplici: ridurre il consumo di sale e prediligere quello di cibi ricchi di nutrienti che aiutano a ridurre la pressione, come potassio, calcio e magnesio. Altrettanto semplici sono i consigli di Appel. “Non bere bevande zuccherate. Cercare di mangiare frutta, verdura e cereali integrali. Cercare di evitare i dolci, il sale e i cibi ricchi di grassi saturi e trans”. In fondo, alcuni di questi principi fanno sì che l'indice glicemico si riduca automaticamente. Forse anche per questo concentrare ulteriormente l'attenzione su questo parametro può risultare superfluo.

 

Foto: © vagabondo - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 19/12/2014