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Mortalità precoce: alcol, fumo e sovrappeso minacciano ancora l'Europa

I passi avanti fatti nella Regione Europea dell'Oms non sono all'altezza delle aspettative

Migliorare la salute e il benessere dei cittadini europei è un obiettivo che i 53 stati membri della Regione Europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si sono prefissati aderendo a Health 2020, il modello di politica europea per la salute adottato a partire dal 2012. Oggi la strada da fare per raggiungere questo traguardo appare ancora lunga. A dimostrarlo sono i dati che emergono dall'European health report 2015, presentato nei giorni scorsi a Vilnius, in Lituania, da cui è emerso che può essere fatto ancora molto per ridurre i principali fattori di rischio che favoriscono una mortalità precoce.

 

Gli obiettivi concordati dai paesi membri nel quadro di Health 2020 sono 6: ridurre la mortalità precoce, aumentare l'aspettativa di vita e ridurre le diseguaglianze in ambito salute in Europa; aumentare il benessere della popolazione europea; fare passi avanti verso una copertura sanitaria universale; stabilire obiettivi nazionali identificati dagli stati membri. Il report 2015 svela che la Regione Europea dell'Oms è sulla buona strada e che sono stati registrati miglioramenti in termini di mortalità a causa di malattie cardiovascolari, tumori, diabete e malattie respiratorie croniche, soprattutto nei paesi caratterizzati dai tassi di mortalità prematura più elevati. Ciononostante, alcuni fra i principali fattori di rischio sono ancora ben presenti. “I livelli di consumo di alcol, l'uso di tabacco e sovrappeso e obesità – si legge nel sunto del rapporto – restano elevati in modo allarmante”. Nella Regione Europea dell'Oms si registrano infatti il consumo di alcol e tabacco più cospicui nel mondo, e sono secondi solo dir poco alla Regione delle Americhe in quanto a chili di troppo. “La prevalenza di sovrappeso e obesità nelle nazione europee – svela il rapporto – variano dal 45% al 67%”.

 

Gli sforzi fatti dai governi per contrastare questi fattori di rischio non hanno quindi sortito i risultati attesi. La riduzione del consumo di tabacco, ad esempio, non è sufficiente a far sperare di riuscire a raggiungere l'obiettivo prefissato di tagliare del 30% le malattie non trasmissibili entro il 2025. A ciò si aggiunge il fatto che esiste ancora un dislivello tra le diverse nazioni associato ai fattori sociali che incidono sulla mortalità precoce, in particolare la mortalità infantile, l'aspettativa di vita, l'educazione primaria e la disoccupazione. Sembra però che già agendo su cattive abitudini e sovrappeso si possa fare molto. “Il confronto con altre regioni dell'Oms – viene infatti evidenziato nel report – sottolinea l'ampio potenziale in termini di vantaggi per la salute che deriverebbero da un'ulteriore riduzione di tutti questi importanti fattori di rischio”.

 

Foto: © Dreaming Andy - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 24/09/2015