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Nove ore di sonno a notte sono troppe, anche per la salute

Aumentano di 4 volte il rischio di morire per cardiopatie, diabete e cancro

Dormire più di nove ore a notte, trascorrere seduti più di 7 ore al giorno e praticare meno di 150 minuti di attività fisica a settimana potrebbe accorciare la durata della vita. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Plos Medicine dai ricercatori dell'Università di Sidney (Australia), secondo cui la combinazione di sedentarietà, troppo sonno e poco esercizio potrebbe essere pericolosa come fumare e bere troppi alcolici. Potrebbe, infatti, aumentare di quattro volte il rischio di morte prematura.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno monitorato, per sei anni, lo stato di salute e le abitudini di 231.048 persone, di età superiore ai 45 anni. Al termine dell'analisi, hanno scoperto che alcuni comportamenti aumentano il rischio di morire prematuramente per diverse cause (come malattie cardiovascolari, cancro e diabete). In particolare, è emerso che le persone che dormono più di nove ore a notte e restano sedute più di 7 ore al giorno corrono un pericolo maggiore. Inoltre, se a questi due elementi si aggiunge anche la mancanza di attività fisica - che significa praticare meno di 150 minuti di esercizio a settimana -, il rischio aumenta fino a quattro volte.

 

I ricercatori hanno scoperto, tuttavia, che anche dormire poco potrebbe far male. I partecipanti che riposavano meno di 7 ore a notte, consumavano troppi alcolici e fumavano correvano un rischio di morte prematura quattro volte superiore, rispetto a chi non aveva queste abitudini. Non è tutto: il pericolo risultava doppio per chi non praticava attività fisica e dormiva troppo, per chi non faceva sport e conduceva una vita sedentaria e, infine, per chi fumava e beveva dosi eccessive di alcol.

 

“Negli ultimi anni sono aumentate le dimostrazioni del fatto che stare troppo tempo seduti fa male ed è cresciuta, inoltre, la comprensione degli effetti del sonno sulla salute umana, ma questo è il primo studio ad analizzare il modo in cui questi due fattori agiscono insieme – spiega Melody Ding, che ha guidato la ricerca -. Se a questo mix si aggiunge anche uno scarso esercizio fisico, si ottiene un triplo effetto negativo. Il nostro studio dimostra che dovremmo prendere in considerazione questi elementi con la stessa serietà con cui ci preoccupiamo di altri fattori di rischio, come il consumo eccessivo di alcol e i regimi alimentari squilibrati”.


Foto: © Sergey Nivens - Fotolia

di Nadia Comerci s.p.
Pubblicato il 17/12/2015

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