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Integratori in gravidanza: rimedi utili o no?

Un'analisi della letteratura scientifica avverte: nella maggior parte dei casi non sono associati a benefici evidenti, anzi, possono addirittura risultare pericolosi. Ecco quali servono davvero

C'è chi dice che assumere integratori di omega 3 durante la gravidanza aiuti lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Secondo altri, invece, fare il pieno di vitamina E aiuterebbe a prevenire emorragie e l'anemia alla nascita. Spesso, però, a tali affermazioni non corrispondono prove scientifiche convincenti della loro veridicità. A svelarlo è un'analisi delle ricerche condotte sul tema apparsa sul Drug and Therapeutics Bulletin pubblicato mensilmente dal British Medical Journal, secondo cui per la maggior parte delle donne incinte gli integratori di vitamine e minerali rappresenta addirittura una spesa inutile.

 

Gli autori dell'analisi si sono concentrati sugli studi che hanno valutato i benefici derivanti dall'assunzione durante la gravidanza di integratori di acido folico, vitamine A, C, D ed E, ferro e multivitaminici. Ne è emerso che solo nel caso dell'acido folico – assunto principalmente per prevenire le malformazioni del tubo neurale che possono ad esempio portare alla comparsa della cosiddetta spina bifida – le prove scientifiche a disposizione sono sufficienti a giustificarne l'assunzione. A confermarlo è anche l'Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare), che ha approvato il claim secondo cui l'aumento dell'assunzione di acido folico migliora i livelli di questa molecola nell'organismo materno, purché ne vengano assunti almeno 400 μg al giorno almeno a partire da un mese prima del concepimento e fino al terzo mese di gestazione.

 

Anche i benefici dell'assunzione di vitamina D sembrano valere la spesa, anche se dall'analisi condotta è emersa un'associazione meno forte tra gli integratori a base di questa molecola e le complicanze che sembrano aiutare a prevenire sia durante la gravidanza che alla nascita del bambino. Gli autori raccomandano di assumerne almeno 10 μg sia durante la gravidanza che durante l'allattamento. In tutti gli altri casi analizzati – incluso quello dei multivitaminici – non sono stati invece rilevati benefici significativi per la maggior parte delle donne in buono stato di nutrizione, anzi, nel caso della vitamina A dosi eccessive possono addirittura mettere in pericolo il feto.

 

Sulla scorta di questi risultati, l'analisi conclude che non c'è motivo per raccomandare alle donne incinte di assumere altri integratori oltre a quelli di acido folico e di vitamina D. La scelta migliore per una futura mamma resta comunque affidarsi ai consigli del proprio medico: le esigenze individuali potrebbero variare da caso a caso in base alla presenza di particolari condizioni o di carenze nutrizionali. Anche la dose quotidiana di acido folico potrebbe ad esempio dover essere corretta a seconda delle caratteristiche della singola donna.

 

Leggi anche: Gravidanza, sì all'acido folico.

 

Attualmente gli esperti italiani concordano sulla necessità di assumere acido folico in previsione del concepimento e nei primi 3 mesi di gestazione e di garantirsi un corretto apporto quotidiano di vitamina D durante gravidanza e allattamento. Una supplementazione di omega 3 (in particolare, di DHA) potrebbe invece essere utile nel caso delle donne vegane e delle fumatrici. Anche nel caso del calcio la supplementazione è consigliata solo in casi particolari, soprattutto quando non si consumano latte e derivati. Infine, il ferro. Anche in questo caso potrebbe essere necessario ricorrere agli integratori; per saperlo basta un semplice esame del sangue: monitorando i livelli di questo metallo – i cui fabbisogni aumentano fino a 30 mg al giorno già dal primo mese di gravidanza – il medico o il nutrizionista potrà suggerire alla futura mamma se assumere dei supplementi.

 

Foto: © Maksim Šmeljov - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 19/07/2016