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31-05-2019

Terapia cognitiva? Ci pensa lo smartphone



Un'applicazione per smartphone, combinata con la terapia cognitivo-comportamentale, potrebbe aiutare i pazienti con disturbi mentali a interpretare le circostanze della vita quotidiana in modo più positivo. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Behavior Therapy dai ricercatori del McLean Hospital di Belmont (Usa) e dell’Harvard Medical School di Boston (Usa), secondo cui l’app potrebbe consentire alle persone affette da ansia, depressione e altri problemi psichici di seguire il trattamento terapeutico anche fuori dalle cliniche.


Gli scienziati hanno sviluppato l’app “Cognitive bias modification for interpretation (CBM-I)”, per affiancare la terapia cognitivo-comportamentale in un contesto extra-ospedaliero. Questo sistema presenta ai pazienti diverse associazioni di parole e li incoraggia a scegliere e a fare proprie le interpretazioni positive, respingendo quelle negative. Per esempio, un compito prevede che il paziente debba valutare una situazione in cui, durante una conversazione, uno dei due interlocutori sbadigli. In questo caso deve scegliere tra due opzioni: “sbadiglia perché stanco” e “o lo fa perché annoiato”. La prima opzione viene indicata dall’app come “corretta”, mentre la seconda come “errata”.


Gli autori spiegano che grazie a questo genere di esercizi, che possono essere svolti da casa grazie all’utilizzo dello smartphone, i pazienti si abituano a interpretare le situazioni quotidiane in modo positivo e a smettere di saltare automaticamente alle conclusioni negative.