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Nuotare nell'oceano, c'è il rischio alterazione microbioma della pelle

Nuotare nell'oceano potrebbe alterare il microbioma cutaneo e aumentare le probabilità di contrarre infezioni. Lo suggerisce uno studio presentato dai ricercatori dell'Università della California di Irvine (Usa) durante “Asm Microbe 2019”, il congresso annuale dell'American Society for Microbiology che si è svolto dal 20 al 24 giugno a san Francisco (Usa). “I nostri risultati dimostrano per la prima volta che l'esposizione all'acqua oceanica può alterare la diversità e la composizione del microbioma cutaneo umano – spiega Marisa Chattman Nielsen, che ha diretto lo studio -. Mentre si nuota, i batteri che  generalmente risiedono sulla pelle vengono spazzati via, mentre i batteri oceanici si depositano sulla cute”.

 

Nel corso della ricerca gli autori hanno reclutato, in una spiaggia, 9 volontari che non avevano messo la protezione solare, nuotavano nell'oceano solo di rado, non avevano fatto bagni durante le ultime 12 ore e non avevano assunto antibiotici nei sei mesi precedenti. I ricercatori hanno passato un tampone sulla parte posteriore del polpaccio dei partecipanti prima che entrassero in acqua, dopo che si erano completamente asciugati al sole dopo una nuotata di dieci minuti, a distanza di 6 e di 24 ore dal bagno nell’oceano. L’analisi dei tamponi ha evidenziato che prima di entrare in acqua tutti i soggetti ospitavano sulla pelle comunità microbiche differenti. Dopo la nuotata, invece, presentavano specie batteriche simili e completamente diverse da quelle rilevate all’inizio dell’esperimento. Dopo 6 ore dal bagno, il loro microbioma cutaneo ha cominciato a riassumere la composizione presente prima della nuotata, e a distanza di 24 ore quel processo appariva in fase molto avanzata.

 

Gli scienziati hanno scoperto che nel lasso di tempo in cui la composizione del microbioma era mutata – tra la nuotata e le 24 ore successive -, sulla cute dei partecipanti erano presenti batteri appartenenti alla specie Vibrio, che include anche i microrganismi responsabili del colera. Queste comunità sono state rilevate subito dopo il bagno e nella maggior parte dei volontari anche a distanza di 6 ore dalla nuotata. Dopo 24 ore, invece, erano presenti su un solo individuo. I ricercatori precisano che la frazione di specie Vibrio riscontrata sulla pelle umana era oltre 10 volte maggiore di quella presente nei campioni di acqua oceanica: questo suggerisce che la specie di batteri sarebbe predisposta in modo specifico ad attaccarsi alla pelle umana. Di conseguenza, secondo gli autori un bagno nell’oceano potrebbe esporre le persone a maggiori probabilità di contrarre infezioni.

 

“Mentre molti Vibrio non sono patogeni, il fatto che li abbiamo rilevati sulla pelle dopo la nuotata dimostra che le specie Vibrio patogene potrebbero potenzialmente persistere sulla cute dopo il bagno -  conclude la dottoressa Nielsen -. Studi recenti hanno dimostrato che il microbioma cutaneo umano svolge un ruolo importante nel corretto funzionamento del sistema immunitario, nelle malattie localizzate e sistemiche e nelle infezioni. Un microbioma sano protegge l'ospite dalla colonizzazione e dalle infezioni di microbi opportunisti e patogeni”.

 

Foto: Igor Link - Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 02/07/2019

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