Logo salute24

Troppo caffè aumenta il rischio di emicrania

Tre tazzine di caffè possono essere troppe se si soffre di mal di testa. Consumare almeno tre bevande contenenti caffeina ogni giorno si associa all’insorgenza dell’emicrania il giorno stesso o il successivo. É la conclusione di uno studio realizzato negli Stati Uniti che aggiunge nuovi dati sulla relazione tra caffeina e mal di testa. È questo un rapporto complicato, che può vedere nella sostanza eccitante sia un fattore scatenante del dolore che un suo nemico e che dipende dalla dose e dalla frequenza dell’apporto di caffeina.

La ricerca è stata pubblicata su American Journal of Medicine.

In media otto bevande a settimana

La correlazione tra introito di caffeina e mal di testa sono stati confermati anche dopo aver corretto i dati considerando altre variabili che possono influire sul dolore, dall’attività fisica al ciclo mestruale. Chi si manteneva sotto la soglia delle tre bevande aveva un rischio inferiore di dover fare i conti con l’emicrania: “In base al nostro studio, bere una o due bevande con caffeina al giorno non sembra correlarsi all’insorgenza dell’emicrania, mentre da tre in su può esserci quest’associazione e dunque maggiori probabilità di sviluppare l’emicrania”, spiega l’autore principale dello studio, la dottoressa Elizabeth Mostofsky della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston.

I dati analizzati facevano riferimento a 98 adulti che soffrivano di emicrania episodica. Lo studio è durato sei settimane e ogni giorno i partecipanti hanno completato dei diari elettronici in cui riferivano il loro consumo di bevande con caffeina, le caratteristiche relative ad altri fattori dello stile di vita nonché la frequenza e il tipo di emicrania. I ricercatori hanno messo a confronto l’incidenza del mal di testa nei giorni in cui veniva consumata la caffeina con quelli senza.

La media degli attacchi di mal di testa era di cinque al mese e di 8,4 in tutto il periodo considerato. Tutti hanno riferito di consumare in almeno un giorno delle sei settimane una bevanda con caffeina; il 66% di solito ne consumava da una a due al giorno, il 12% almeno tre; in media 7,9 bevande con caffeina a settimana.

Dolore pulsante

L’emicrania è una forma molto comune di mal di testa, che colpisce più le donne che gli uomini e che, oltre a caratteristiche comuni, presenta tratti diversi da paziente a paziente. Un aspetto su cui si misurano queste differenze sono i fattori scatenanti. Tra questi ce ne sono alcuni legati alla dieta e la caffeina è uno di questi. L’associazione con la sua assunzione – fanno sapere i ricercatori – è basata sull’osservazione e le prove scientifiche prodotte al riguardo sono limitate: “A oggi ci sono stati pochi studi prospettici sul rischio immediato di emicrania e le variazioni dell’apporto di bevande con caffeina. Il nostro studio è riuscito a catturare informazioni dettagliate ogni giorno per sei settimane”, aggiunge un’altra ricercatrice Suzanne M. Bertisch.

Perciò è necessario produrre ulteriori prove per esaminare al meglio le conseguenze dell’apporto di caffeina sul mal di testa e l’interazione con altri fattori come sonno e ansia.

Ogni paziente deve stare attento al proprio stile di vita per gestire l’emicrania, una condizione che può anche pregiudicare le proprie attività quotidiane. Il dolore tipico dell’emicrania, se non trattato, può durare da 4 a 72 ore e può essere moderato fino a severo. È spesso pulsante e generalmente interessa solo un lato del capo, peggiorando se si fa attività fisica.

Alcuni pazienti si accorgono di un attacco imminente perché anticipato dalla cosiddetta aura, un disturbo sensoriale ad esempio a carico della vista, con la comparsa di “lampi” e “stelline”, o del linguaggio, con difficoltà a trovare le parole esatte o la tendenza a farfugliare.

Il dolore può essere innescato da molti elementi che riguardano ambiente e sile di vita: oltre all’assunzione di caffeina in eccesso c’è anche la sua privazione, saltare i pasti, bere alcolici, mangiare cibi con glutammato di sodio o con nitriti e nitrati, dormire troppo o troppo poco, lo stress e le variazioni ambientali come l’esposizione a forti odori o luci.

 

Foto: © Africa Studio - Fotolia

di red.
Pubblicato il 20/08/2019