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Stress e ansia non sempre sono negativi

Lo stress e l’ansia sono due condizioni sfaccettate: se fanno costantemente parte della vita di un individuo e si presentano a livelli elevati sono dannose per la salute, altrimenti possono avere invece anche dei risvolti positivi. Nel primo caso è importante rivolgersi a uno specialista, soprattutto se si è provato, non riuscendoci, a gestirle da sé. Il lavoro degli psicologi è dunque fondamentale e questi devono essere in grado di spiegare le differenze tra gli aspetti positivi e quelli negativi: “È importante che gli psicologi condividano con il pubblico generale la loro conoscenza sullo stress: che è un dato di fatto nella vita quotidiana, che lavorare al limite delle proprie capacità spesso contribuisce al loro irrobustimento e che un moderato livello di stress può avere una funzione ‘immunizzante’, che porta a un livello di resilienza più alto del normale quando si andrà ad affrontare nuove difficoltà”, spiega Lisa Damour che si è occupata del tema in un intervento all’ultimo congresso annuale dell’American Psychological Association.

 

Andare oltre i propri limiti

 

Le richieste, le sfide che ognuno deve affrontare quotidianamente, da quelle sul posto di lavoro a quelle che scaturiscono dalle relazioni sociali, sono una fonte di stress. Sia eventi lieti che situazioni negative possono causarlo: l’organizzazione di un matrimonio così come un aumento dei compiti da svolgere in ufficio. Generalmente lo stress si verifica quando un individuo agisce al di là delle proprie possibilità, spingendosi oltre i propri limiti. In alcuni casi questo azzardo può essere positivo: lo stress, ad esempio, può motivare e far concentrare di più. Ma dall’altro lato può avere un impatto negativo sulla qualità di vita e infine risultare dannoso alla salute.

 

Di fronte al carico di richieste e compiti quotidiani l’organismo reagisce in modo composito, con una serie di variazioni fisiologiche del sistema nervoso, del sistema ormonale, di quello metabolico e immunitario. Ed ecco che si avvertono i sintomi dello stress: mal di testa, tensione muscolare, calo dell’attenzione e dell’energia, irritabilità. Saper riconoscere questi sintomi è il primo passo per cercare di gestire lo stress. 

 

Se invece lo stress “eccede qualsiasi livello una persona è in grado assorbire o di cui si serve per costruire una propria forza psicologica” - spiega Damour - ecco che diventa pericoloso. Lo stress cronico, oltre a minare il benessere mentale, è anche un fattore di rischio della salute cardiovascolare: “Coloro che si sentono sovrastati dallo stress dovrebbero, se possibile, prendere delle contromisure per ridurlo cercando aiuto da un professionista o apprendendo delle strategie con cui farvi fronte”, aggiunge l’esperta.   

 

L’ansia, un allarme

 

Allo stesso modo anche l’ansia - quello stato di tensione di fronte a eventi presenti o futuri - ha una doppio valore: “È un sistema di allarme interno, probabilmente tramandato dall’evoluzione, che ci segnala minacce sia esterne (come un guidatore che sterza improvvisamente in una corsia vicina) che interne (quando abbiamo già procrastinato un’azione da compiere ed è tempo di mettersi all’opera)”. Vedere nell’ansia qualcosa di utile e protettivo permette di farne buon uso. Come spiega l’esperta, ad esempio, lei spesso suggerisce agli adolescenti con i quali lavora di prestare attenzione se cominciano a sentirsi ansiosi nel corso di una festa poiché questo stato potrebbe segnalare loro qualcosa che non va. “Allo stesso modo, se qualcuno si sente preoccupato per un esame per cui deve ancora studiare, lo rassicuro dicendo che sta avendo la reazione giusta e che si sentirà meglio non appena si metterà sui libri”.

 

Quando, allora, l’ansia diventa qualcosa di pericoloso? “Non è salutare quando non ha più quella funzione di allarme. A volte le persone si sentono ansiose regolarmente per nessuna ragione. Altre volte l’allarme è del tutto fuori misura rispetto alla minaccia, ad esempio quando uno studente ha un attacco di panico in occasione di un quiz di minor conto”, risponde Damour.

 

Anche per far fronte all’ansia ci sono contromisure, come l’apprendimento di tecniche per affrontare i pensieri irrazionali fino all’intervento terapeutico: “Recentemente le tecniche mindfulness sono emerse come un approccio efficace per gestire sia lo stress che l’ansia”.

 

In definitiva bisogna comprendere che l’ansia e lo stress fanno parte della vita, che vanno gestite e trattate se interferiscono con l’attività di tutti i giorni. Un quadro un po’ diverso da quello che, secondo Damour, emerge dalla cosiddetta “industria della felicità”, quelle aziende che vendono l’idea per cui tutti dovrebbero sentirsi calmi e rilassati la maggior parte del tempo: “Gli psicologi sono bravi ad assumere un approccio più misurato nell’inquadrare l’esperienza umana. Vogliamo supportare il benessere ma non dicendo che la felicità debba essere uno standard per quasi tutto il tempo. È un’idea pericolosa poiché non è necessaria né raggiungibile. Se si ha l’impressione di doversi sentire sempre felice, la vita quotidiana potrebbe infine mostrarsi davvero misera”, conclude l’esperta.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 28/08/2019

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