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16-08-2019

Oms, morbillo a livelli più alti dal 2006


Nei primi sei mesi del 2019 la diffusione del morbillo ha raggiunto i livelli più alti dal 2006. La malattia infettiva rappresenta ancora una grave minaccia per la salute pubblica globale con molti Paesi ancora esposti al rischio epidemico per via di coperture vaccinali insufficienti. Sono gli ultimi dati dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Si tratta di dati provvisori elaborati sulla scorta delle comunicazioni inviate mensilmente dagli Stati membri.


 


Il morbillo si conferma una malattia in rapida diffusione. Rispetto allo stesso periodo dell’anno, nel primo semestre del 2019 i casi riferiti sono triplicati. I Paesi più colpiti sono Congo, Madagascar e Ucraina ma sono interessati da vaste epidemie anche altri Stati: dall’Angola alle Filippine, dal Sudan alla Thailandia. Gli Stati Uniti hanno riferito il maggior numero di casi da 25 anni a questa parte. La regione Europea dell’Oms è vicina a 90 mila casi nei primi sei mesi del 2019


 


Ancora una volta sono più esposti, vulnerabili e interessati dalla malattia i Paesi con basse coperture vaccinali, sia attuali che riferite agli anni passati, ma anche in quei Paesi con soglie elevate di coperture vaccinali ci sono dei focolai per via di una loro distribuzione non omogenea fra i diversi gruppi di età, le aree geografiche o le comunità. Sono diverse le ragioni per cui i vaccini non riescono a penetrare completamente nelle popolazioni: dai sistemi sanitari poco efficienti, ai conflitti, dalla disinformazione sui vaccini al basso grado di consapevolezza della loro necessità. 


 


Per garantirsi uno scudo contro il virus è necessario raggiungere il 95% di copertura vaccinale nazionale (che assicura la cosiddetta immunità di gregge) mediante la somministrazione di due dosi di vaccini in età pediatrica. Secondo l’Oms e l’Unicef a luglio 2019 l’86% dei bambini ha ricevuto la prima dose di vaccino e il 69% la seconda.


 

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