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Per riposare la mente, tenere lontano lo smartphone

Una pausa fa bene ma non con il cellulare. Interrompere un’attività per controllare i social o rispondere alle notifiche potrebbe non essere una buona idea. Usare lo smartphone per riposare la mente, mentre si svolgono dei compiti che richiedono impegno, non permette di ricaricare le pile e anzi avrebbe un effetto negativo. È la conclusione di uno studio pubblicato su Journal of Behavioral Addictions: “Il telefono può determinare un maggior livello di distrazione che rende difficile il ritorno al proprio lavoro con la giusta concentrazione”, spiega Terri Kurtzberg ricercatrice della Rutgers Business School di Piscataway (Stati Uniti) e autrice della ricerca.

Smartphone e risorse cognitive

Il telefono è ormai parte integrante della vita di moltissime persone. Sono innumerevoli le attività che si possono fare con un solo dispositivo e per tanti è addirittura parte della propria identità, qualcosa di cui assolutamente non si può fare a meno. Controllare il telefono è un’attività frequente e, in alcuni casi, compulsiva. Pertanto si tende a farlo anche quando si è impegnati in compiti onerosi. Ma con quali effetti? La ricerca si è occupata delle conseguenze dell’uso del cellulare sul benessere mentale, associandolo ad esempio a un maggior rischio di insonnia, ma i costi in termini di risorse cognitive non sono ancora chiari, spiegano i ricercatori.

Lo studio ha cercato di valutare proprio questo: l’impatto dell’uso dello smartphone, durante una pausa dallo svolgimento di attività impegnative, sulle proprie prestazioni. Il team di ricerca ha coinvolto 414 studenti del college e ha chiesto loro di risolvere venti anagrammi. Nel mezzo dell’attività è stata prevista una pausa: ai partecipanti – non tutti – è stata data la facoltà di acquistare tre oggetti in base a un certo budget utilizzando uno smartphone, un Pc o della semplice carta. In seguito sono tornati a risolvere i giochi di parole.

Distratti e poco produttivi

Se l’efficienza nella prestazione e il tempo impiegato per fare gli anagrammi dopo la pausa erano paragonabili a quelli che non avevano osservato la pausa, chi aveva utilizzato il cellulare aveva comunque dimostrato la maggiore riduzione delle proprie capacità mentali. Avevano infatti incontrato difficoltà a risolvere i giochi di parole: il numero di anagrammi completati era infatti leggermente maggiore di quello segnato dagli ‘stakanovisti’ ma peggiore di tutti gli altri partecipanti. La pausa fatta con il telefono tra le mani non ha permesso di ricaricarsi efficacemente rispetto agli altri tipi di pausa non garantendo una buona prestazione in termini di efficienza, velocità e risultato. Al ritorno dopo il break chi aveva usato il cellulare ci ha messo il 19% in più del tempo disponibile per completare i compiti risolvendo il 22% in meno dei problemi rispetto al gruppo della carta o del Pc.

Anziché essere un’opportunità per recuperare energie e tornare al lavoro con maggiore freschezza, in questo modo la pausa non ha alcun effetto ristoratore ma accelera l’esaurimento delle risorse cognitive e il calo della concentrazione.

L’ipotesi è che il telefono distrae, secondo alcuni studi condotti negli anni passati anche semplicemente guardandolo. Vedere una notifica distrae come accedere all’app o al servizio, controllare la notifica ed eventualmente rispondere. Questo perché è come se si creasse un vuoto che la mente vuol riempire. Ci si deconcentra perché, pur cercando di lavorare, si continua a pensare a quella notifica. E l’effetto distraente è amplificato dalla pervasività che il telefono ha nella vita di moltissime persone. 

La ricerca ha valutato l’impatto dell’uso del telefono nello svolgimento di un’attività impersonale, ovvero fare spesa. Ulteriori ricerche – concludono i ricercatori – dovranno valutare invece le conseguenze delle pause riempite con chat, accessi sui social e messaggi personali.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 22/08/2019