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Eccesso di cibo, gli effetti sulla salute e sull'ambiente

Anche mangiare troppo significa sprecare cibo. Oltre a quello che si perde nel corso della produzione e a quello che si butta via, va considerato anche l’eccesso di cibo nelle diete ipercaloriche che si nascondono dietro sovrappeso e obesità. Ma produrre cibo per regimi alimentari non equilibrati significa anche erodere ulteriori risorse naturali e generare gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico. Pertanto, oltre a rappresentare un problema di salute, l’obesità rappresenta anche un problema ambientale. L’impatto della sovralimentazione nel mondo è stato stimato in oltre 140 miliardi di tonnellate. La stima è contenuta in uno studio pubblicato su Frontiers in Nutrition e fa riferimento a un parametro chiamato ‘Spreco metabolico di cibo’: “Il peso corporeo in eccesso corrisponde a circa 140 miliardi di tonnellate di cibo sprecato globalmente”, dice il ricercatore Mauro Serafini dell’Università di Teramo.

Questo parametro è una misura della quantità di cibo extra ingerito che porta all’eccesso di grasso corporeo e il suo impatto sull’ambiente in termini di risorse ambientali utilizzate per produrlo. Prevenire l’obesità e il sovrappeso significherà quindi ridurre anche lo Spreco metabolico di cibo associato e contribuire al contenimento dell’impatto ecologico di diete squilibrate.

Aumenta il rischio di molte patologie

L’obesità e il sovrappeso sono due condizioni ormai molto diffuse nel mondo e non riguardano solo i Paesi più industrializzati. Secondo le stime dell’Oms poco meno di due miliardi di adulti e 41 milioni di bambini con meno di cinque anni sono obesi o sovrappeso. Il suo impatto è quindi notevole e non solo come costi per i sistemi sanitari – l’eccesso di peso è un fattore di rischio per diverse patologie, a cominciare da quelle cardiovascolari fino al diabete e ad alcuni tumori e per condizioni a carico dell’apparato respiratorio e del sistema osteo-articolare – ma anche per l’ambiente, come suggeriscono gli autori dello studio.

Generalmente l’origine di sovrappeso e obesità è da rintracciarsi in regimi alimentari non equilibrati con un introito eccessivo di calorie. Negli anni le diete sono diventate sempre più caloriche e dal 1974 c’è stato un aumento del 50% delle calorie ingerite, fino a superare le 1400 Kcal al giorno a persona. Mangiare di più significa produrre più cibo. Non solo, poiché i cibi più calorici sono anche quelli che più di tutti contribuiscono alle emissioni di gas serra. Ed ecco il costo per l’ambiente posto dai chili in eccesso.

Cibi calorici e gas serra

Questo impatto sull’ambiente è calcolato con l’indice dello Spreco metabolico del cibo. In un precedente studio osservazionale i ricercatori avevano calcolato un indice di oltre 2 mila Kg per la popolazione italiana con il maggior apporto che derivava dalla produzione di alimenti di origine animale in termini di utilizzo delle risorse naturali.

In quest’ultimo studio, invece, si è guardato alle sette regioni della Fao: Europa, Nord America e Oceania, America Latina, Africa sub-Sahariana, Asia industrializzata, Nord Africa, Asia centro-occidentale, Asia meridionale e Sud-est asiatico. Hanno stimato l’eccesso di peso corporeo della popolazione di ogni Paese in base all’Indice di massa corporea e all’altezza e poi hanno distribuito la quantità di calorie degli alimenti secondo le disponibilità nazionali. Il dato emerso – oltre 140 miliardi di tonnellate – è superiore alla quantità di cibo buttato via, stimato in 1,3 miliardi di tonnellate.

Considerando le risorse naturali utilizzate, il costo ecologico dell’eccesso di cibo è notevole. Se frutta, verdura e tuberi hanno i tassi di spreco diretto maggiori, il consumo di energia in eccesso è dominato dai cibi più calorici. Questi richiedono l’impiego di più terra e acqua e producono più gas serra. Si stima che la crescita di questo indice genererà l’equivalente di 240 milioni di tonnellate di anidride carbonica, circa la quantità generata negli ultimi sette anni dall’utilizzo di combustibili fossili. Nelle prime due regioni della Fao la produzione di carne, uova e derivati del latte conta per il 75%.

Per calcolare l’indice si è guardato comunque alla disponibilità in ogni Paese delle principali produzioni alimentari non all’apporto medio di cibo o alle fonti tipiche di calorie extra nei soggetti sovrappeso e obesi. Inoltre si è considerato che il peso corporeo superiore a un Indice di massa corporea di 21,7 – un punto mediano dell’intervallo dei valori salutari associati a minore mortalità – era tutto peso in eccesso e tutto grasso; le sue variazioni nel tempo non sono state prese in considerazione. Pertanto i dati vanno interpretati con cautela. Gli stessi autori dello studio sottolineano la necessità di condurre studi epidemiologici per identificare chiaramente i prodotti che più di tutti contribuiscono a formare questo parametro.

 

Foto: © Africa Studio - Fotolia

 

di red.
Pubblicato il 26/08/2019