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La poli-pillola che protegge dalla malattie cardiovascolari

Quattro farmaci, una pillola e il 20% in meno del rischio di infarto e ictus. Una sola compressa multiuso si è rivelata efficace nella prevenzione dei principali eventi cardiovascolari avversi e potrebbe rappresentare una strategia utile per controllare queste patologie in particolare nei Paesi in via di sviluppo. È la conclusione di uno studio pubblicato su Lancet e realizzato dalla University of Birmingham (Regno Unito) e della Teheran University of Medical sciences (Iran). E proprio l’Iran è stato al centro della ricerca: la poli-pillola è stata infatti testata su poco meno di 7000 abitanti del Paese asiatico: “La nostra ricerca mostra come questa pillola prevenga la malattia cardiaca in un Paese in via di sviluppo”, ricorda Reza Malekzadeh, tra gli autori dello studio. Questo tipo di prevenzione “potrebbe anche funzionare negli altri Paesi, in particolare laddove le malattie cardiovascolari stanno aumentando”, aggiunge il collega KK Cheng.

Studi su super-pillola da 2001

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo: ogni anno perdono la vita 17,9 milioni di persone. Quattro su cinque decessi sono dovuti proprio a ictus e infarti e il prezzo maggiore lo pagano proprio i Paesi a basso e medio reddito dove l’accesso ai servizi sanitari non è ancora completo e dove le risorse per la prevenzione, la diagnosi e i trattamenti delle malattie cardiovascolari non sono ai livelli dei Paesi più avanzati.

L’idea di combinare diversi farmaci in una sola pillola risale al 2001. Da allora sono stati condotti diversi studi dai quali è emerso l’effetto positivo dell’assunzione di questa pillola sui livelli della pressione arteriosa e del colesterolo. In questo caso, invece, i ricercatori ne hanno valutato l’efficacia sulla riduzione del rischio di ictus e infarto. E si è visto che i benefici superavano nettamente gli effetti collaterali, secondo quanto riportato dagli esperti.

Lo studio è stato condotto su 6841 individui provenienti dal Nord Iran, di età pari o superiore a 55 anni. All’inizio dello studio uno su dieci era già stato colpito da malattia cardiaca, uno su dieci aveva il diabete e uno su due era iperteso. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: uno, formato da 3417, ha ricevuto delle indicazioni su alimentazione, attività fisica e fumo di sigaretta per fare prevenzione, l’altro, con 3421 soggetti, oltre a queste raccomandazioni ha preso anche la poli-pillola. Si tratta di un medicinale contenente quattro farmaci: un’aspirina, una statina e due principi attivi per abbassare la pressione del sangue.

Effetti collaterali in pochi casi

Dopo cinque anni 202 soggetti nel secondo gruppo hanno avuto un attacco di cuore o un ictus, mentre nell’altro sono stati 301. Rispetto al primo gruppo in quello della poli-pillola il rischio dei maggiori eventi cardiovascolari, ovvero ictus e infarto, si riduceva del 34%; in particolare la riduzione era di circa il 40% nei soggetti ai quali non era stata diagnosticata alcuna malattia cardiovascolare e di circa il 20% in quelli già colpiti. Gli effetti erano simili tra i due sessi tuttavia, dopo aver preso in considerazione l’effetto di altri farmaci cardiovascolari, l’azione-scudo della poli-pillola si riduceva al 22% ma rimaneva comunque statisticamente significativa. La pillola si era dimostrata efficace in particolare sui livelli di colesterolo ‘cattivo’, che differivano notevolmente tra i due gruppi, mentre i valori della pressione erano simili.

In base a questi dati – riferiscono gli autori – affinché una persona possa non essere colpita da un evento cardiovascolare avverso grave, la poli-pillola dovrebbe essere somministrata a 35 individui, a 21 se si considerava solo il numero di chi aveva aderito completamente all’intervento farmacologico. Alcuni soggetti in entrambi i gruppi hanno lamentato capogiri, dolori muscolari e indigestione.

Secondo i ricercatori, viste le caratteristiche della popolazione coinvolta, la maggior parte delle persone tra 55 e 65 anni potrebbe dunque prendere la poli-pillola: “Poiché quelli hanno il massimo da guadagnare, la strategia più efficiente sarebbe dare la poli-pillola agli individui ad alto rischio di malattia cardiaca”, sottolinea un altro ricercatore, Tom Marshall.

“In passato c’erano state delle preoccupazioni riguardo al fatto se la poli-pillola sarebbe potuta essere efficace tra i soggetti che non erano stati colpiti da un evento cardiovascolare ma questo studio indica che nelle popolazioni ad alto rischio in Iran questo è un approccio efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari”, conclude lo specialista Neil Thomas.

 

Foto: © Dmytro Tolokonov - Fotolia.com

di p.a.
Pubblicato il 28/08/2019