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Fumo, avvertenze sulle singole sigarette per ridurre consumo

‘Il fumo uccide’. E se a ricordarlo non fosse solo il pacchetto ma ogni singola sigaretta? Questa frase, stampata ormai su tutti i pacchetti per ricordare i gravi effetti del fumo, potrebbe essere efficace anche se venisse impressa su ciascuna ‘bionda’. In questo modo il messaggio sarebbe evidente per più tempo, da quando si estrae la sigaretta a quando si spegne il mozzicone. É solo uno degli aspetti rilevati da un gruppo di ricercatori della University of Stirling in Scozia. Proprio in questo Paese il piano governativo per il controllo del tabacco ha previsto la possibilità di ricorrere a questa ulteriore misura per disincentivare l’abitudine al fumo.

Efficace anche contro il fumo passivo?

I ricercatori hanno condotto venti focus group, ovvero delle interviste di gruppo, su 120 individui con almeno 16 anni di età, distinti per genere ed età, per valutare la percezione del messaggio ‘il fumo uccide’ su ogni sigaretta. L’impatto che l’avvertenza potesse avere su se stessi o sugli altri era rilevante. Molti partecipanti l’hanno percepito come sgradevole, associandolo a immagini negative. In altri casi è stato valutato come preoccupante, inquietante. Tutte valutazioni che indicano come molti degli intervistati non si sentirebbero a proprio agio nel fumare queste sigarette.

Le reazioni sono state molteplici. Qualcuno ha notato come il fumare diventerebbe un’esperienza negativa, imbarazzante, poiché si potrebbe essere esposti al giudizio altrui: tutti vedrebbero che si sta ignorando palesemente un messaggio a tutela della propria salute; qualcun’altro ha detto che potrebbe cambiare le modalità di consumo, ad esempio potrebbe spegnere le sigarette dopo alcune boccate o fumare di meno, fino a smettere di fumare del tutto, oppure smetterebbe di fumare davanti agli altri. Ecco che la misura potrebbe rappresentare un fattore per favorire la riduzione dell’esposizione al fumo passivo, che è causa di  quasi 900 mila decessi ogni anno secondo i dati dell’Oms. In tanti hanno rilevato infine il carattere deterrente di un’avvertenza simile per i giovani e i non fumatori.

Alcuni intervistati hanno fatto notare che se sul mercato fossero disponibili solo sigarette con questi avvisi passerebbero alle sigarette fai da te, acquistando il tabacco. E quando i moderatori hanno ipotizzato che anche sulle cartine si sarebbe potuto stampare il messaggio allora hanno detto che potrebbero pensare di smettere di fumare.

Obblighi di avvertenza in moltissimi Paesi

Gli interventi sul packaging dei prodotti da tabacco sono una delle misure con cui negli ultimi anni si sta conducendo la lotta contro il fumo, accanto all’aumento dei prezzi e ai divieti di pubblicizzare sui mass media questi prodotti, ad esempio. Nel mondo sono circa 120 i Paesi che prescrivono la presenza di avvertenze e in 91 Paesi queste avvertenze devono occupare almeno il 50% del fronte e del retro del pacchetto. Negli anni dalle semplici scritte si è passati a disegni, fotografie, numeri. In questo modo si comunicano i rischi associati all’assuefazione al fumo di sigaretta. Diversi studi condotti dopo l’introduzione degli avvisi sui prodotti da tabacco in Brasile, Canada, Singapore e Thailandia hanno indicato la crescente consapevolezza della popolazione dei pericoli del fumo.

‘Il fumo uccide’ marchiato sulle singole sigarette si configurerebbe come un messaggio dal quale sarebbe più difficile sfuggire. Se i pacchetti con le avvertenze possono essere coperti o se le sigarette possono essere estratte da questi e trasferite altrove, con le singole sigarette sarebbe più difficile evitare l’avvertenza: si avrebbe la scritta davanti agli occhi da quando viene presa dal pacchetto, quando viene accesa, a ogni boccata, quando viene poggiata sul posacenere fino a quando viene spenta. Tuttavia alcuni hanno sottolineato come la continua esposizione potrebbe portare a una sorta di desensibilizzazione al contenuto della frase.

“L’opinione diffusa – ricorda uno dei ricercatori Crawford Moodie – era che le sigarette con le avvertenze incise sarebbero state sgradevoli per i giovani, per chi cominciava a fumare e per i non fumatori”. Lo studio, pubblicato su Addiction Research and Theory, indica infine che “questo approccio è una opzione percorribile e un elemento che potrebbe estendere l’esposizione del messaggio, per la prima volta, all’intera esperienza di consumo”.

 

Foto: © University of Stirling

di red.
Pubblicato il 02/09/2019