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Tachicardia, pubblicate le nuove linee guida europee

Novità sui farmaci e più spazio all’ablazione transcatetere. La Società europea di Cardiologia ha pubblicato le nuove linee guida sulla tachicardia sopraventricolare, una condizione caratterizzata da un aumento della frequenza del battito cardiaco, comune nella popolazione generale e accompagnata spesso da sintomi come difficoltà respiratoria e palpitazioni.

Le nuove raccomandazioni, pubblicate su European Heart Journal, aggiornano le linee guida del 2003.

Rischio aumenta in terza età

Se normalmente il cuore batte a una frequenza compresa tra 60 e 100 battiti al minuto, nei pazienti con tachicardia sopraventricolare questa aumenta e supera la soglia dei cento battiti. Questa aritmia è dovuta a un difetto del suo sistema elettrico dove viaggiano gli impulsi che permettono la contrazione delle fibre muscolari. Le cellule interessate in questo sistema elettrico controllano anche il ritmo e la velocità dei battiti cardiaci. Sia gli atri che i ventricoli sono coinvolti in questo processo di generazione e trasmissione dei segnali elettrici e pertanto il difetto può interessare un punto qualsiasi dell’intero circuito.

Se l’aritmia interessa l’atrio e il sistema di conduzione sopra i ventricoli si parla di tachicardia sopraventricolare, appunto, una condizione piuttosto frequente che riguarda circa lo 0,2% della popolazione generale. Tra i fattori di rischio ci sono il genere, con le donne che hanno un rischio doppio rispetto agli uomini, e l’età: superati i 65 anni si ha un rischio maggiore di cinque volte di sviluppare la condizione rispetto ai soggetti più giovani.

La tachicardia sopraventricolare comunque raramente mette in pericolo la vita dei pazienti. Tuttavia, se trascurata, può pregiudicare la qualità di vita, influenzare negativamente la funzione cardiaca, aumentare il rischio di ictus.

I sintomi tipici sono la fatica, i capogiri, le palpitazioni, il dolore toracico, la fame d’aria, un’alterazione dello stato di coscienza. L’accelerazione della frequenza cardiaca e la sua interruzione sono spesso brusche.

Ablazione sicura ed efficace

Negli ultimi anni sono aumentate le informazioni sui trattamenti farmacologici: “Abbiamo più dati sui potenziali benefici e i rischi associati a diversi farmaci e sappiamo come usarli in modo sicuro”, spiega Josep Brugada, dell’Università di Barcellona, tra gli autori delle linee guida. Si tratta di farmaci utili per gli episodi acuti mentre per il trattamento nel lungo periodo il loro apporto è più limitato per via della ridotta efficacia e degli effetti collaterali. Rispetto al 2013 molti farmaci che erano raccomandati non sono considerati nelle nuove linee guida e inoltre sono cambiate le indicazioni sulle tecniche di ablazione.

L’ablazione transcatetere è diventata sempre più disponibile e si è dimostrata efficace e sicura per l’eradicazione dell’aritmia. Questa terapia utilizza il calore o il congelamento per distruggere il tessuto cardiaco che la causa: “Le tecniche ablative e la tecnologia si sono evolute in un modo tale per cui è possibile offrire queste modalità di trattamento alla maggior parte dei pazienti con tachicardia”, aggiunge Demosthenes Katritsis dell’Hygeia Hospital di Atene (Grecia).

Tra le raccomandazioni ci sono le avvertenze da seguire in caso di tachicardia sopraventricolare e gravidanza. Nel primo trimestre bisognerebbe evitare i farmaci anche se alcuni possono essere usati con cautela: “Le donne incinte con aritmia persistente che non rispondono ai farmaci o per le quali la terapia farmacologica è controindicata o non desiderabile possono ora ricevere l’ablazione grazie a nuove tecniche che evitano l’esposizione del loro corpo o del feto a livelli pericolosi di radiazioni”, ricorda Katritsis.

Per i pazienti che avvertono un’accelerazione del battito cardiaco l’indicazione è quella di rivolgersi al medico e “segnalare l’accelerazione della frequenza cardiaca. In caso di sospetta tachicardia, bisogna essere sottoposti a esami elettrofisiologici con valutazione della possibilità di ricorrere all’ablazione, dal momento che diverse condizioni sottostanti possono avere effetti collaterali seri nel lungo periodo e influenzare il benessere senza rendersene conto. La prevenzione delle recidive dipende dal particolare tipo di tachicardia e pertanto bisogna chiedere indicazioni al proprio medico”, conclude Brugada.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 05/09/2019