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12-09-2019

Osteoporosi, assimilazione calcio nei bambini come modello terapeutico


La partita decisiva dell’assorbimento del calcio con l’allattamento potrebbe svolgersi nelle ultime porzioni dell’ultimo intestino, suggerisce una ricerca realizzata su cavie dalla University of Alberta (Canada). Capire il modo in cui il calcio viene assimilato dall’organismo, per andare poi a dare densità alle ossa, diventa importante nel tentativo di contrastare l’osteoporosi oltre che di altre patologie caratterizzate sempre da fragilità ossea.

Dalla nascita e fino ai 25 anni circa viene immagazzinato il calcio necessario a costruire ossa sane pertanto “pensiamo all’osteoporosi come a una malattia della terza età”, ricorda Megan Beggs, tra gli autori dello studio. “Invece – specifica – si tratta di una malattia pediatrica con conseguenze in età adulta e così capire cosa succede da giovani, quando le ossa sono in fase di costruzione, è importantissimo”.

La ricerca, pubblicata su Cellular and Molecular Gastroenterology and Hepatology, è stata realizzata su topi geneticamente modificati. Si è visto che i canali per l’assorbimento del calcio si trovano nelle ultime due porzioni del piccolo intestino. Studi precedenti avevano invece indicato che nei mammiferi adulti questo processo si svolgeva in prevalenza nella parte superiore dell'organo, dove il cibo transita per meno tempo.

Secondo Todd Alexander, altro autore della ricerca, capire questo meccanismo potrebbe essere importante per sviluppare dei trattamenti dell’osteoporosi o di altre patologie. Ulteriori ricerche saranno effettuate sempre su cavie e saranno l’occasione per testare l’ipotesi secondo cui sarebbe un ormone del latte umano il responsabile della regolazione dell’assorbimento del calcio nei canali: “Capirlo ci permetterebbe di estrarre la sostanza attiva dal latte materno o sintetizzarla come additivo per poi somministrarla come pasticca o tramite iniezione”, conclude Alexander.