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Italia, il paese delle mamme-coraggio

Per le donne, in Italia, è sempre più faticoso diventare mamme. Pochi figli, pochi aiuti dallo Stato, e la natalità crolla: esiste un caso “Italia”. Con il suo tasso di fertilità pari a 1,34 figli per donna, l’Italia è tra i paesi che fanno meno figli in Europa. La Francia è a quota 2, la Svezia a 1,85 e la Gran Bretagna a 1,84. Risultato negativo anche per la Spagna, con 1,38. L’Italia è in coda anche nei conti: destina alle politiche familiari l’1,1 per cento del Prodotto interno lordo, contro il 2,5 per cento della Francia e il 3 per cento di Germania e Svezia. Accanto alle difficoltà delle politiche di sostegno alla maternità ci sono poi gli ostacoli del mercato del lavoro.
I dati dicono che le donne non fanno figli quando non sentono il proprio futuro garantito. È questo uno dei motivi per i quali il tasso di natalità è più alto nella nazioni dove le donne lavorano di più, come Stati Uniti e Svezia, più basso in quelli in cui l’occupazione femminile è più bassa, come Giappone e Italia. In Italia lavora solo il 46% delle donne e quasi sette milioni di italiane in età lavorativa sono fuori del mercato. La media europea si aggira sul 57,5%. Al Sud la situazione peggiora: il 34,7%.
Un disincentivo importante viene anche dal mènage domestico. Il carico di lavoro nella gestione della casa, spiegano i sociologi, è in Italia quasi totalmente appannaggio della donna che svolge il 77% delle mansioni, dedicando 5 ore della giornata alla pulizia o alla cura di figli e anziani conviventi, contro l’ora dedicata dagli uomini. Dati a svantaggio delle donne che cambiano sensibilmente nei paesi del Nord Europa, in particolare in quelli scandinavi, e che mettono in luce la necessità di riconoscere e tutelare anche il lavoro svolto tra le mura domestiche.

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Pubblicato il 14/07/2008

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