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Hiv, crolla il contagio da mamma a bebè

Praticamente scomparso il contagio con il virus Hiv da mamma a feto nei paesi occidentali. I dati sono in una ricerca dello University College di Londra, secondo cui il tasso di trasmissione in Gran Bretagna è passato dal 20% all`1% negli ultimi dieci anni. I ricercatori londinesi hanno studiato i dati di più di 5mila gravidanze portate a termine tra il 2000 e il 2006 da mamme sieropositive che avevano effettuato la terapia antiretrovirale almeno 14 giorni prima del parto. La percentuale di contagio è risultata dell’1,2%. Un’ottima notizia se si pensa che negli anni negli anni `90 il dato era superiore al 20%.
Ad abbassare ulteriormente il rischio di trasmissione c’è anche il parto cesareo, ma è la combinazione sempre più efficace dei farmaci antiretrovirali ad aver contribuito ad ridurre drasticamente i casi in cui il virus passa da madre a figlio. La terapia si è dimostrata molto efficace per prolungare la vita dei pazienti malati di HIV, ridurre i tassi di contagio e persino nello svolgere un’azione preventiva per quanti sono entrati in contatto con persone malate. Rispetto al passato, le nuove terapie farmacologiche come la Highly Active Anti-Retroviral Therapy (HAART, terapia antiretrovirale altamente attiva) hanno notevolmente allungato la speranza di vita, permettendo ai pazienti di condurre un’esistenza quasi normale. Adesso dai ricercatori inglesi arriva una speranza anche sul fronte del concepimento. Tuttavia, se le cose vanno bene nei Paesi ricchi, lo stesso non si può dire per il resto del mondo. Sono 1800 i bambini che nascono ogni giorno con l`Hiv perché i trattamenti non sono disponibili. Nei paesi in via di sviluppo, secondo l`Oms, solo il 10% delle donne vi ha accesso.
L’ostacolo più grande resta, infatti, il costo proibitivo della terapia. Nonostante i notevoli progressi registrati dal 2000 da alcuni paesi africani nella prevenzione e nella cura dell’Hiv, negli ultimi otto anni, 14 milioni di africani sono morti di Aids e altri 17 milioni sono stati contagiati e nell’Africa sub-sahariana il 61 per cento dei malati di Aids sono donne e bambine.

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Pubblicato il 14/07/2008