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Le terme da scoprire: mens sana in corpore sano

Sono tante, diffuse su tutte il territorio nazionale, fanno bene al corpo e allo spirito, ma gli italiani sembrano ancora preferire spiagge affollate e mete esotiche a massaggi rilassanti e fanghi. “Che le cure termali facciano bene – spiega Marco Vitale, coordinatore scientifico della Fondazione per la Ricerca Termale – lo sanno tutti, però nella loro storia millenaria scontano la mancanza di studi scientifici approfonditi”.
Dai reumatismi alle dermatiti, dalle infezioni delle vie urinarie a quelle dell’apparato respiratorio, l’elenco delle patologie “curabili” alle terme è lungo. Il problema resta quello di far conoscere progetti e risultati della ricerca al grande pubblico dei vacanzieri. Quello che stanno tentando di fare i tecnici della Fondazione, unico esempio in Europa di un soggetto privato che studia e divulga il “mondo” delle acque termali e i suoi effetti benefici. “Stiamo conducendo progetti di ricerca di buona qualità – aggiunge Vitale – che nati grazie al sostegno della Fondazione, provano l’efficacia delle acque termali”.
Tra questi progetti merita una menzione particolare lo studio Naiade: 247 stazioni coinvolte, 40.000 pazienti, moltissimi dipartimenti ospedalieri e Atenei coinvolti. Il progetto ha dimostrato che in più del 90 per cento dei casi le cure termali hanno centrato il “bersaglio”, alleviando malattie croniche e “abbattendo” l’uso dei farmaci. I vantaggi di un soggiorno alternativo va oltre il semplice relax: “Chi si cura alle terme – spiega Vitale - spesso vede diminuire il numero di recidive, usa meno farmaci ed evita più spesso l’ospedalizzazione”.

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Pubblicato il 01/09/2008

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